Benvenuti nel mondo della bellezza

Amo collezionare creme e cremine, curiosare tra gli scaffali delle profumerie in cerca di novità, giocare con le matite e le palette di colori, fare massaggi rilassanti all'aroma di lavanda. Ma anche scrivere, cantare, andare in montagna, leggere. Complici tanti anni di esperienza giornalistica nel settore beauty&wellness ora è arrivato il momento di... ammaliare anche il web!
Lauretta
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mercoledì 14 marzo 2018

W i fiori!!!

Con la primavera alle porte, nonostante le temperatute ancora birichine, mi è venuta voglia di parlare si fiori! Googlando qua e là ho trovato tantissime ricerche che sostengono quanto faccia bene e sia salutare  circondarsi di rose&co.

Eccone alcune.
Tra le ultime, quelle dell’università olandese di Wegenigen, che ha rilevato come la semplice azione di donare o ricevere un mazzo di fiori contribuisca sensibilmente a migliorare il tono dell’umore, con ricadute positive su tutto l’organismo. E fin qui, forse, nulla di particolarmente "nuovo".
A proporre uno tra gli studi più completi in materia è stata invece l'università di Harvard. Gli esperti hanno messo in rilievo come la presenza regolare di fiori sul posto di lavoro aiuti a mantenere buoni livelli di energia e a risolvere in modo più pacifico le eventuali controversie. Niente male.
Un'indagine recente dell’università di Pisa ha invece rilevato come l’apporto di antiossidanti fornito dai petali di alcune specie floreali (gradino più altp del podio per il tagete) sia, in vari casi, superiore persino a quello di frutta e verdura. Basta seguire la regola del colore: le migliori proprietà nutraceutiche appartengono ai fiori più pigmentati.

Ma non fa "strano" mangiare i fiori? Non dovrebbe. Ci sono petali che hanno un ottimo sapore: il nasturzio ricorderebbe il ravanello, la begonia il limone e l’ageratum sarebbe simile alla carota.

venerdì 1 dicembre 2017

Ode ai semi di lino!

A cavallo tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, recandomi dal parrucchiere per un restauro in termini di colore, mi si fece notare che era in corso un effluvium niente male. Ok il periodo delle castagne, ok il cambio di stagione, ok settimane ad alto tasso di stress... fatto sta che tra lavaggio e brushing, di capelli ne stavano cadendo come mai finora. Subito corsa ai ripari con un buon prodotto detergente ad hoc, a dare una svolta alla situazione sono stati però i semi di lino. Ho iniziato a consumarli quotidianamente nella quantità di un cucchiaio, nello yogurt, nella centrifuga, con l'insalata e anche così da soli.
I semi di lino sono una piccola farmacia naturale. Contengono tantissimi micronutrienti, fanno bene a chi soffre di stipsi (presente!) e danno una sferzata di energia a unghie e capelli.
Sono trascorsi una ventina di giorni e la moa costanza quotidiana sta venendo premiata. La sfida continua, ovviamente, e anche quando sulla spazzola non resterà un solo capello continuerò a mangiare la mia porzione di semi di lino, all right?

venerdì 9 dicembre 2016

Colore mon amour

Sto da parrucchiere per la seduta di colore come accade, più o meno puntualmente, ogni tre settimane. Perché, non so a voi, ma la mia chioma va alla grande per una decina di giorni. Poi, subdolamente, dà i primi cenni di insofferenza e infine... puff sfoggia con orgoglio una ricrescita di un centimetro, quasi da un giorno all'altro! Ieri nulla, oggi autostrada. Un bella riga sale e pepe che non fa esattamente pendant con il mio bellissimo castano dorato.
Tingo i capelli da almeno una ventina di anni. Mi sono votata all'henne per parecchio tempo, "neutro", "mallo di noce" e "rosso" ma poi ho dovuto cedere alla chimica. Senza ammoniaca, resorcinina e blablabla ma sempre chimica è. Quando stresso i capelli con questo trattamento ormai da tempo obbligatorio, segue una settimana di coccole full immersion. Oli vegetali, impacchi fai da te e trattamenti notte ultra addolcenti, chi più ne ha più ne metta. Non sono quella che comunemente si definisce una spignattatrice ma erbe, spezie e oli essenziali sono il mio pane quotidiano. Apro frigo e dispensa e... creo. Miscelo, addenso, annuso, filtro, diluisco e poi provo. Non mi fermo al primo successo perché mi piace sperimentare. Quando ho a disposizione materie prime di qualità e che "fanno bene" non posso mai sbagliare.
Tra gli ingredienti d'elezione? Oli essenziali di lavanda e tea tree, olio di germe di grano, avocado, yogurt, miele, timo, rosmarino, aceto di mele...

venerdì 20 maggio 2016

Aceto mon amour

Mi è sempre piaciuto, sin da piccina, dare alle verdure crude quel pizzico di personalità in più grazie a una spruzzatina di aceto. Ora, dopo aver letto pagine e pagine sulle preziose proprietà di questo elisir e la storia che lo caratterizza (sapevate che Egizi, così come i Babilonesi e i Persiani, lo conobbero e lo impiegarono per la conservazione dei cibi?) mi sono data da fare per utilizzarlo non solo dal punto di vista alimentare.
Ebbene sì, l'aceto è una panacea. Serve a tutto: pulisce, igienizza, aiuta la pelle, i capelli, "rinfresca" il bucato e chi più ne ha ne metta. Entrare nel mondo di quello che dai più è considerato un semplice condimento è una divertente avventura in cui mi sono lanciata lasciandomi sorprendere da esperimenti anche personalizzati.
Aceto "assoluto" sul calcare? Poco olio di gomito e via: tutto torna a risplendere!
Aceto e bicarbonato? Via il grasso dalle padelle con un passaggio di spugna!
Aceto, alcol, acqua demineralizzata e due goccine del vostro olio essenziale preferito? Pavimenti detersi in profondità!
Aceto e zucchero? Un mix perfetto per allungare la vita dei fiori recisi!
Aceto nel bucato? Altro che ammorbidenti chimici!
Per non parlare poi di pelle e capelli, che al suo passaggio diventano davvero "un'altra cosa".

E che dire, poi, riguardo ai costi e all'ambiente: diamo una mano, pur nel nostro piccolo, a non incrementare l'inquinamento delle acque, strizzando un occhio al portafogli.

Insomma... provare per credere, come mi piace suggerire a voi mie stimate lettrici.


Il matrimonio viene dall’amore come l’aceto dal vino, Lord Byron

martedì 28 agosto 2012

Per le nail addicted


Come avere unghie sane e forti da valorizzare con i nuovi smalti alla moda? Consumando regolarmente latte e formaggi, che apportano vitamine e minerali preziosi per la loro salute! A sottolinearlo è Assolatte che ha condotto un'interessante analisi sul web dalla quale risulta che "unghie" è una delle parole più cliccate e che, mentre si moltiplicano video e tutorial che svelano come curarle e decorarle secondo le tendenze più o meno dettate dalla moda, sono in crescita anche gli acquisti di prodotti per la cura delle mani (+6,2% in un anno, fonte Unipro). In particolare, è boom soprattutto per gli smalti: nell'ultimo anno in Italia ne sono stati venduti il 12,2% in più e ora ci si attende un nuovo picco, dettato dall'arrivo delle collezioni moda per l'autunno.
Ma, sottolinea Assolatte, per avere mani perfette non bastano una pelle liscia e uno smalto perfettamente applicato: servono soprattutto delle unghie sane. E per ottenerle occorre nutrirle anche dall'interno con la giusta alimentazione.
L’INRAN consiglia di consumare 3 porzioni giornaliere di latte e/o yogurt e 3 porzioni settimanali di formaggi: è questo il primo passo per avere unghie belle e sane poiché i latticini contengono minerali e vitamine indispensabili per farle crescere sane e forti. Tutti i latticini sono un'ottima fonte di proteine di ottima qualità, che mantengono le unghie sane evitando che si formino antiestetiche striature o irregolarità. Sono anche una miniera di calcio e di vitamina B2, che rafforzano  le unghie impedendo che si indeboliscano e si sfaldino.
In particolare, poi, il burro e i formaggi forniscono la vitamina E, che serve a regolare il tenore di acqua delle unghie e ad assicurarne morbidezza e flessibilità, mentre il latte ha un interessante contenuto di zinco, che oltrettutto è presente in forma altamente biodisponibile. Lo zinco è necessario perprodurre la cheratina, il “mattone” delle unghie che le rende forti e impedisce che si spezzino con facilità.